Dal
libro Web Design in Italy 01
“Il sito e-commerce della linea di cosmesi naturale
della Fratelli Carli si è slegato completamente dall’immagine
aziendale per cercare di coniugare gusto estetico e vendita.
I risultati in termini di raccolta clienti sono notevoli.
Linea Mediterranea ha beneficiato di mini siti satellite (in
Flash e non) che – per periodi limitati di tempo –
hanno lanciato nuovi prodotti (aromaterapia, makeup, ecc.)
o iniziative. Linea Mediterranea, al suo interno, ha anche
un magazine che rappresenta un punto di contatto con la community,
come pure la newsletter e il forum.”
Giuseppe
attacca: nella navigazione ho trovato che tutti
i pezzi sono scollegati tra loro, non c’è una
visione d’insieme, un collante che unisca tutti i pezzi.
È una scelta voluta o cosa?
Gian
Nicola: Linea mediterranea è un brand satellite
della Fratelli Carli che è una ditta famosa per gli
alimentari e aveva l’esigenza di staccarsi completamente
dalla sua immagine tradizionale. È un sito al suo terzo
restyling. È andato sempre più verso una rarefazione,
il bianco, quello che tu vedi come una mancanza è in
realtà un oggetto. Sicuramente si presta a delle critiche.
Se tu vai a vedere Beauty Magazine, abbiamo fatto la cosa
opposta invece volutamente, perché il magazine non
vende ma fa comunicazione di brand. Mentre se torniamo in
Linea Mediterranea l’accento è nel centro, dove
se continui a navigare trovi il catalogo dei prodotti e tutte
le informazioni che ti servono per comprare. Deve vendere.
È un sito di e-commerce. Non posso difenderla con un
teorema, è stata una scelta soggettiva tra noi e il
cliente: una strada di eleganza formale che usasse il bianco.
Giuseppe:
Io non criticavo il bianco, ma parlavo di una visione
di insieme. Il mio occhio cade sul discorso della navigazione
per entrare nel carrello, nella registrazione. È un
accento su quello piuttosto che sul resto.
Gian
Nicola: devo fare una premessa: il carrello è
comune sia a OlioCarli che a Linea Mediterranea, è
stata una richiesta espressa della Fratelli Carli. Hanno a
cuore tantissimo il customer care. Poi va anche detto che
è stato voluto a 800, a 1024 è più dilatato
ovviamente e il bianco si nota anche di più. A 800
lo vedi più equilibrato?
Giuseppe:
Ma faccio sempre fatica a capire dove devo andare.
Il problema è questo: che il cliente voleva vendere,
vendere, vendere e fare anche immagine, che non è facile.
Moderatore
(al pubblico): Secondo voi questo sito vende vende
vende o no? È questa la politica giusta per vendere?
1:
uno che vuole vendere 3 volte, come dici tu, non
avrebbe un sito con un’interfaccia così. Avrebbe
il prodotto bello grosso, le scritte più grandi. Mi
sembra più un sito con una certa eleganza che un sito
per vendere, anche se a me devo dire piace abbastanza…
2:
secondo me è un sito che presenta dei prodotti di bellezza
particolari, naturali, dà delle informazioni anche
di tipo culturale-informativo e quindi si presenta ad un target
di donna che ha già fatto una scelta a priori. Quindi
l’eleganza per me è un punto veramente forte.
A me piace. E credo che venda.
3:
scusate se sono un po’ aggressivo, ma a me una cosa
che dà fastidio, è quel banner animato nella
home. Mi dà fastidio quella immagine sfumata di donna
con a fianco quel banner che si muove. Mi sembra messo a caso.
Gian
Nicola: qui hanno voluto mettere questo banner per
lanciare l’offerta di Natale, anche contro il mio parere…
è il solito: ci si scontra con il cliente. Oltretutto
ci sarebbe da parlare con la crescita che ha fatto il cliente
con noi, ma non perché siamo noi, ma perché
siamo riusciti a portare il cliente verso un’eleganza
formale. La prima versione di Linea Mediterranea, anche di
brand, aveva un sapore molto Sapone di Marsiglia, naturale,
ma molto cheap, molto povera, ora hanno voluto fare un po’
più i fighetti, ci tengono a mostrare il discorso dei
prodotti non testati sugli animali, che ci tengono all’ambiente…
3:
sono sempre io. è un sito molto elegante, sono d’accordo
con la scelta del bianco, però visto che è un
sito così libero, senza background e senza problemi
di impaginazione non era bene curare un po’ più
gli allineamenti, l’impaginazione, così sembrano
tutte tabelle spaginate e non allineate. Lo trovo molto disordinato.
Gian
Nicola: secondo me è opinabile. Nel senso
che di nuovo, io vedo un ordine tra gli elementi grafici che
si chiamano. Gli equilibri della pagina funzionano a 800 e
a 1024.
3:
è una mia opinione comunque, secondo me LineaMediterranea
andava allineato con il banner e poi c’è troppo
bianco con degli scalini. A sinistra c’è il menu
con una immagine di background molto pesante, quel buco vuoto
bianco sopra centrale. Secondo me, ripeto, non è una
buona impaginazione.
Gian
Nicola: secondo me è soggettivo. Qualcuno
di voi conosce quella casa discografica inglese www.4ad.com?
Secondo me usa un sistema…
3:
un conto è una cosa fashion, anche David Carson strappa,
rompe i font
Gian
Nicola: David Carson fa tutt’altro, va anche
al limite della leggibilità, non stiamo parlando di
questo. Il bianco in mezzo che tu lo vedi come errore, io
lo vedo come plus. Probabilmente tu farai delle cose molto
piene, io invece vado verso l’asciugarsi. Tu hai 25
anni io ne ho 40 magari tra 15 anni cambierai. Adesso ho fatto
questa cosa sommando i problemi miei come grafico con quelli
del cliente.
Moderatore:
quello che trovavo interessante è la sua affermazione,
che in questo caso si rientra nel soggettivo. Cioè
l’impaginazione che lui gli contestava in questo caso
sarebbe soggettiva.
4:
c’è una scienza che cura questi aspetti, equilibri,
forme per quanto riguarda l’impaginazione…
Gian
Nicola: Ho capito, ma “soggettivo” era
riferito al fatto che gli piacesse o meno, sul bello e il
brutto, non sul concetto assoluto di impaginazione.
5:
secondo me ci stiamo concentrando troppo su un aspetto, quella
dell’impaginazione, poco rilevante per questo sito,
dimenticandoci che questo è un sito di e-commerce.
Da questo punto di vista come designer apprezzo l’uso
del bianco, come utente finale invece considero semplicemente
che non si è caricata la pagina. Un sito di e-commerce
dovrebbe avere come obiettivo principale quello di rassicurare
l’utente con una navigazione e un utilizzo molto semplice
per portarlo al “compra ora”. E questo invece
è un sito che si concentra sul brand e sull’estetica
formale. Tu addirittura hai detto che è soggettivo
valutarlo e questo è sbagliato, perché è
rivolto al grande pubblico e quindi deve essere il contrario
del “soggettivo”.
Gian
Nicola: Ma non parlavo del “soggettivo”
nel funzionale, ma solo nel discorso estetico. Comunque a
vedere i log di accesso e di navigazione il sito funziona,
perché anche l’utente più sprovveduto
non è disorientato.
6: su questo sito quello che volevo dire
è che il bianco se usato come elemento è sicuramente
funzionale nell’ambito sia dell’impaginazione
che nella creazione di un design, qui non mi sembra usato
come elemento ma mi sembra un vuoto. A 1280 si aprono delle
voragini tipo Gran Canyon. E comunque lui prima ha detto che
il sito era ottimizzato per 800x600 ma io a 800 ho visto uno
scroll orizzontale
Gian
Nicola: Questo è completamente opinabile...
Dal libro Web Design in Italy 01
“Il sito intende proporre ad un bacino di utenti
predefinito e consolidato, una selezione di prodotti, facilmente
consultabili, che riflettono vari aspetti della vita spirituale
e vengono proposti dando risalto all’informazione e alla
chiarezza della visualizzazione. Lo sviluppo del progetto è
partito dalla creazione di un logo che richiamasse un legame
spirituale con l’altro marchio del cliente, Spiritual
Search ®, il primo motore di ricerca spirituale. Così
è stato anche per la scelta dei colori e del brand. Successivamente
sono state create le interfacce di navigazione, gestione carrello
e acquisto.”
Gian
Nicola: Qui il problema è opposto. Ho un insieme
di informazioni, ma non so dove andare. E’ volutamente
piatto il livello di navigazione? Nel senso che non ho icone,
non ho un sistema di segni, non ho un codice colore. È
tutto uguale.
Giuseppe:
È voluto naturalmente. In questo caso, a differenza
del tuo sito, il target è molto diverso. Primo non
c’è un cliente che vende una linea di prodotti,
ma il cliente è quello che cura il motore di ricerca
e ha pensato di offrire ai propri utenti la possibilità
di acquistare prodotti inerenti all’ambiente in cui
lavora. È volutamente fatto in modo tale che il collegamento
che c’è tra i prodotti proposti e la possibilità
di navigare sia diretto. Da dovunque entro sono subito nel
prodotto e se voglio leggo e compro. Siccome l’utente
è un utente molto particolare, che non è abituato
a cose appariscenti in internet, è un utente che va
dai 30 ai 50 anni, per cui un utente difficile, io ho puntato
sulla chiarezza, sulla facilità di reperibilità
dell’informazione. Siccome l’utente è un
utente spirituale abbiamo cercato di non caratterizzare il
portale volutamente. Abbiamo notato che all’utente meno
dici tu cosa lui vuole comprare, leggere o trovare, più
è rassicurato.
1:
Mi ricollego a prima. Qui il bianco viene usato come elemento
e quindi mi sembra funzioni. È un complimento. E secondo
me funziona in generale anche a livello di navigazione e impaginazione.
Moderatore:
questo sarebbe il tipo ideale di e-commerce contrapposto,
tranne pochi fans, al peccatore di Linea Mediterranea? È
così per tutti?
2:
a me non piace proprio. È proprio brutto. Sembra E-bay.
Rispetto al tipo di prodotto è uguale ad altri siti
di e-commerce che vendono cianfrusaglie. È banale e
non è collegato al prodotto.
Moderatore:
Intanto ci fai vedere SpiritualSearch? Cos’è
il Google degli angeli?
Giuseppe:
Comunque noi non vendiamo un brand di marca, quindi non c’è
collegamento al prodotto. Non devo vendere un prodotto. È
per quello che è piatto e pulito. Comunque questo è
il motore di ricerca spirituale, che prima ironicamente lui
lo citava come quello degli angeli, il concetto è che
qua c’è un po’ di tutto: si iscrivono siti,
appuntamenti “spirituali”, in realtà trovi
dalla New Age alla cartomanzia, alla medicina naturale, a
chi fa shiatsu o altre cose. L’utente che va a vedere
il sito è un utente di basso profilo dal punto di vista
web, per cui riuscire a dargli un e-commerce su cui riesce
ad orientarsi in modo semplice e anche banale è proprio
l’obiettivo del sito. L’utente non deve trovare
e comprare comunicazione.
3:
mi dici che il target tipo è un utente di 30 –
50 anni, che la ricerca deve essere effettuata in maniera
semplice, però se ci troviamo in presenza di soggetti
deboli, nel senso che hanno poca praticità in Internet,
non sarebbe meglio fare un percorso guidato, dove per livelli
di ricerca io porto passo passo l’utente verso la sua
zona di desiderio. Più che dargli una leggibilità
“piatta” come si diceva prima, il problema è
che non si individua nessuna area di attenzione. Poi, non
per accanirmi, ma io volevo fare una domanda al grafico di
prima e sul bianco, sicuramente sei un grafico, hai masticato
Kandinsky e tutto quello che segue. Avremmo dovuto masticare
Kandinsky per un discorso: perché il bianco diventa
oggetto nel momento in cui ci sono delle spinte dinamiche
che lo caratterizzano. Il bianco in generale è uno
spazio vuoto, ce la possiamo menare con il concetto giapponese
di vuoto che in realtà è un segno pieno. noi
abbiamo un bianco che diventa oggetto nel momento in cui c’è
un qualcosa che da più parti mi identifica che da quell’oggetto,
anche se non lo vedo, lo percepisco.
4:
secondo me nel caso di Byspiritual il bianco funziona, è
minimalista e ben strutturato.
5:
mostraci un percorso, comprando un prodotto.
Giuseppe:
entro nel prodotto, leggo, aggiungo nel carrello
Moderatore:
ecco aspetta, ma tu l’hai aggiunto al carrello…
ma qualcuno se n’è accorto qui? Lui ha cliccato
e se lo trova nel carrello. Credo che l’aggiunta di
un prodotto nel carrello sia importante, quindi dovrebbe essere
segnalato in maniera più evidente. L’inserimento
di una frase così piccola secondo voi è sufficiente
o no?
Giuseppe:
io do la possibilità di evitare di trovarsi nella schermata
del carrello quando aggiungo un prodotto. Se voglio vedere
il carrello, clicco sul carrello.
6:
che differenza c’è tra le categorie orizzontali
e quelle verticali? C’è un collegamento tra le
due?
Giuseppe:
qua c’è una serie di prodotti da una parte e
la possibilità di arrivarci per categorie merceologiche
che sono quelle sulla destra. E c’è un percorso
alternativo, più iconografico, che segue più
l’identificazione nel prodotto. In realtà i prodotti
sono gli stessi, a destra sono divisi per categoria merceologiche,
questi in alto orizzontali sono 4 modi per dire: se non hai
voglia di cercare un prodotto per categoria ti do un percorso
alternativo.
7:
riguardo al carrello, ho visto che tu hai inibito la possibilità
di aggiungere lo stesso oggetto due volte, ma mettiamo il
caso che un utente voglia aggiungere un’altra volta
quell’oggetto per avere quantità due
Giuseppe:
lo fa nel carrello
7:
ma questo è poco chiaro, cioè sembra come se
io possa acquistare quell’oggetto solamente una volta.
In ogni caso avrai sempre uno step in più nel carrello
per mettere quantità 2, 3 ecc
Giuseppe:
il problema del carrello in ogni sito di e-commerce è
sempre quello. O dai eccessivo peso al carrello per cui se
devi fare più acquisti il carrello ti disturba perché
ogni volta che tu clicchi un prodotto ti trovi subito nel
carrello e già subito devi decidere la quantità,
poi devi ritornare nel catalogo per cercare eventualmente
altri prodotti. Siccome nell’e-commerce io ho le spese
di spedizione, cerco di accumulare più prodotti e quindi
di pagare una unica spesa di spedizione, io ho puntato sul
fatto che tu scegli i prodotti che ti interessano e tu poi
la prima volta che vai nel carrello, prendi confidenza con
il carrello e a quel punto scegli. La seconda volta già
sai come devi muoverti.
7:
il fatto è che i siti di e-commerce hanno uno standard.
Funzionano tutti allo stesso modo. Venendo su questo sito
il funzionamento è diverso.
Giuseppe:
sì ho fatto questa scelta controcorrente.
7:
sono d’accordo che il design è essenziale e risponde
a certi criteri di ordine, ma mi sembra troppo anonimo e c’è
troppo rumore informativo, cioè ci sono troppe informazioni
nel momento in cui devo prendere una decisione. Ho troppe
informazioni su schermo a parte il fatto che vedo più
di 3 livelli di menu in alcune pagine oltre ai menu laterali
e in basso a dx. A mio parere è difficile prendere
una decisione nel momento in cui mi si presentano tutte queste
informazioni contemporaneamente senza avere elementi grafici
che diano evidenza o priorità al prodotto selezionato.
Poi il menu dei LifeStyle all’interno delle pagine è
ancora più anonimo del design generale del sito. Forse
era meglio metterlo solo nella home.
Suona il gong e il pubblico sceglie
il vincitore: By Spiritual
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