:. back home .: Web Match, dove osano i web designer
 
usabilità e creatività si incontrano
1° round - 2° round - 3° round
E-COMMERCE
 
lineamediterranea.it
VS
Gian Nicola Maestro  
Giuseppe Massara

LineaMediterranea
www.lineamediterranea.it

Dal libro Web Design in Italy 01
“Il sito e-commerce della linea di cosmesi naturale della Fratelli Carli si è slegato completamente dall’immagine aziendale per cercare di coniugare gusto estetico e vendita. I risultati in termini di raccolta clienti sono notevoli. Linea Mediterranea ha beneficiato di mini siti satellite (in Flash e non) che – per periodi limitati di tempo – hanno lanciato nuovi prodotti (aromaterapia, makeup, ecc.) o iniziative. Linea Mediterranea, al suo interno, ha anche un magazine che rappresenta un punto di contatto con la community, come pure la newsletter e il forum.”

Giuseppe attacca: nella navigazione ho trovato che tutti i pezzi sono scollegati tra loro, non c’è una visione d’insieme, un collante che unisca tutti i pezzi. È una scelta voluta o cosa?

Gian Nicola: Linea mediterranea è un brand satellite della Fratelli Carli che è una ditta famosa per gli alimentari e aveva l’esigenza di staccarsi completamente dalla sua immagine tradizionale. È un sito al suo terzo restyling. È andato sempre più verso una rarefazione, il bianco, quello che tu vedi come una mancanza è in realtà un oggetto. Sicuramente si presta a delle critiche. Se tu vai a vedere Beauty Magazine, abbiamo fatto la cosa opposta invece volutamente, perché il magazine non vende ma fa comunicazione di brand. Mentre se torniamo in Linea Mediterranea l’accento è nel centro, dove se continui a navigare trovi il catalogo dei prodotti e tutte le informazioni che ti servono per comprare. Deve vendere. È un sito di e-commerce. Non posso difenderla con un teorema, è stata una scelta soggettiva tra noi e il cliente: una strada di eleganza formale che usasse il bianco.

Giuseppe: Io non criticavo il bianco, ma parlavo di una visione di insieme. Il mio occhio cade sul discorso della navigazione per entrare nel carrello, nella registrazione. È un accento su quello piuttosto che sul resto.

Gian Nicola: devo fare una premessa: il carrello è comune sia a OlioCarli che a Linea Mediterranea, è stata una richiesta espressa della Fratelli Carli. Hanno a cuore tantissimo il customer care. Poi va anche detto che è stato voluto a 800, a 1024 è più dilatato ovviamente e il bianco si nota anche di più. A 800 lo vedi più equilibrato?

Giuseppe: Ma faccio sempre fatica a capire dove devo andare. Il problema è questo: che il cliente voleva vendere, vendere, vendere e fare anche immagine, che non è facile.

Moderatore (al pubblico): Secondo voi questo sito vende vende vende o no? È questa la politica giusta per vendere?

1: uno che vuole vendere 3 volte, come dici tu, non avrebbe un sito con un’interfaccia così. Avrebbe il prodotto bello grosso, le scritte più grandi. Mi sembra più un sito con una certa eleganza che un sito per vendere, anche se a me devo dire piace abbastanza…

2: secondo me è un sito che presenta dei prodotti di bellezza particolari, naturali, dà delle informazioni anche di tipo culturale-informativo e quindi si presenta ad un target di donna che ha già fatto una scelta a priori. Quindi l’eleganza per me è un punto veramente forte. A me piace. E credo che venda.

3: scusate se sono un po’ aggressivo, ma a me una cosa che dà fastidio, è quel banner animato nella home. Mi dà fastidio quella immagine sfumata di donna con a fianco quel banner che si muove. Mi sembra messo a caso.

Gian Nicola: qui hanno voluto mettere questo banner per lanciare l’offerta di Natale, anche contro il mio parere… è il solito: ci si scontra con il cliente. Oltretutto ci sarebbe da parlare con la crescita che ha fatto il cliente con noi, ma non perché siamo noi, ma perché siamo riusciti a portare il cliente verso un’eleganza formale. La prima versione di Linea Mediterranea, anche di brand, aveva un sapore molto Sapone di Marsiglia, naturale, ma molto cheap, molto povera, ora hanno voluto fare un po’ più i fighetti, ci tengono a mostrare il discorso dei prodotti non testati sugli animali, che ci tengono all’ambiente…

3: sono sempre io. è un sito molto elegante, sono d’accordo con la scelta del bianco, però visto che è un sito così libero, senza background e senza problemi di impaginazione non era bene curare un po’ più gli allineamenti, l’impaginazione, così sembrano tutte tabelle spaginate e non allineate. Lo trovo molto disordinato.

Gian Nicola: secondo me è opinabile. Nel senso che di nuovo, io vedo un ordine tra gli elementi grafici che si chiamano. Gli equilibri della pagina funzionano a 800 e a 1024.

3: è una mia opinione comunque, secondo me LineaMediterranea andava allineato con il banner e poi c’è troppo bianco con degli scalini. A sinistra c’è il menu con una immagine di background molto pesante, quel buco vuoto bianco sopra centrale. Secondo me, ripeto, non è una buona impaginazione.

Gian Nicola: secondo me è soggettivo. Qualcuno di voi conosce quella casa discografica inglese www.4ad.com? Secondo me usa un sistema…

3: un conto è una cosa fashion, anche David Carson strappa, rompe i font

Gian Nicola: David Carson fa tutt’altro, va anche al limite della leggibilità, non stiamo parlando di questo. Il bianco in mezzo che tu lo vedi come errore, io lo vedo come plus. Probabilmente tu farai delle cose molto piene, io invece vado verso l’asciugarsi. Tu hai 25 anni io ne ho 40 magari tra 15 anni cambierai. Adesso ho fatto questa cosa sommando i problemi miei come grafico con quelli del cliente.

Moderatore: quello che trovavo interessante è la sua affermazione, che in questo caso si rientra nel soggettivo. Cioè l’impaginazione che lui gli contestava in questo caso sarebbe soggettiva.

4: c’è una scienza che cura questi aspetti, equilibri, forme per quanto riguarda l’impaginazione…

Gian Nicola: Ho capito, ma “soggettivo” era riferito al fatto che gli piacesse o meno, sul bello e il brutto, non sul concetto assoluto di impaginazione.

5: secondo me ci stiamo concentrando troppo su un aspetto, quella dell’impaginazione, poco rilevante per questo sito, dimenticandoci che questo è un sito di e-commerce. Da questo punto di vista come designer apprezzo l’uso del bianco, come utente finale invece considero semplicemente che non si è caricata la pagina. Un sito di e-commerce dovrebbe avere come obiettivo principale quello di rassicurare l’utente con una navigazione e un utilizzo molto semplice per portarlo al “compra ora”. E questo invece è un sito che si concentra sul brand e sull’estetica formale. Tu addirittura hai detto che è soggettivo valutarlo e questo è sbagliato, perché è rivolto al grande pubblico e quindi deve essere il contrario del “soggettivo”.

Gian Nicola: Ma non parlavo del “soggettivo” nel funzionale, ma solo nel discorso estetico. Comunque a vedere i log di accesso e di navigazione il sito funziona, perché anche l’utente più sprovveduto non è disorientato.

6: su questo sito quello che volevo dire è che il bianco se usato come elemento è sicuramente funzionale nell’ambito sia dell’impaginazione che nella creazione di un design, qui non mi sembra usato come elemento ma mi sembra un vuoto. A 1280 si aprono delle voragini tipo Gran Canyon. E comunque lui prima ha detto che il sito era ottimizzato per 800x600 ma io a 800 ho visto uno scroll orizzontale

Gian Nicola: Questo è completamente opinabile...

By Spiritual
www.byspiritual.it

Dal libro Web Design in Italy 01
“Il sito intende proporre ad un bacino di utenti predefinito e consolidato, una selezione di prodotti, facilmente consultabili, che riflettono vari aspetti della vita spirituale e vengono proposti dando risalto all’informazione e alla chiarezza della visualizzazione. Lo sviluppo del progetto è partito dalla creazione di un logo che richiamasse un legame spirituale con l’altro marchio del cliente, Spiritual Search ®, il primo motore di ricerca spirituale. Così è stato anche per la scelta dei colori e del brand. Successivamente sono state create le interfacce di navigazione, gestione carrello e acquisto.”

Gian Nicola: Qui il problema è opposto. Ho un insieme di informazioni, ma non so dove andare. E’ volutamente piatto il livello di navigazione? Nel senso che non ho icone, non ho un sistema di segni, non ho un codice colore. È tutto uguale.

Giuseppe: È voluto naturalmente. In questo caso, a differenza del tuo sito, il target è molto diverso. Primo non c’è un cliente che vende una linea di prodotti, ma il cliente è quello che cura il motore di ricerca e ha pensato di offrire ai propri utenti la possibilità di acquistare prodotti inerenti all’ambiente in cui lavora. È volutamente fatto in modo tale che il collegamento che c’è tra i prodotti proposti e la possibilità di navigare sia diretto. Da dovunque entro sono subito nel prodotto e se voglio leggo e compro. Siccome l’utente è un utente molto particolare, che non è abituato a cose appariscenti in internet, è un utente che va dai 30 ai 50 anni, per cui un utente difficile, io ho puntato sulla chiarezza, sulla facilità di reperibilità dell’informazione. Siccome l’utente è un utente spirituale abbiamo cercato di non caratterizzare il portale volutamente. Abbiamo notato che all’utente meno dici tu cosa lui vuole comprare, leggere o trovare, più è rassicurato.

1: Mi ricollego a prima. Qui il bianco viene usato come elemento e quindi mi sembra funzioni. È un complimento. E secondo me funziona in generale anche a livello di navigazione e impaginazione.

Moderatore: questo sarebbe il tipo ideale di e-commerce contrapposto, tranne pochi fans, al peccatore di Linea Mediterranea? È così per tutti?

2: a me non piace proprio. È proprio brutto. Sembra E-bay. Rispetto al tipo di prodotto è uguale ad altri siti di e-commerce che vendono cianfrusaglie. È banale e non è collegato al prodotto.

Moderatore: Intanto ci fai vedere SpiritualSearch? Cos’è il Google degli angeli?

Giuseppe: Comunque noi non vendiamo un brand di marca, quindi non c’è collegamento al prodotto. Non devo vendere un prodotto. È per quello che è piatto e pulito. Comunque questo è il motore di ricerca spirituale, che prima ironicamente lui lo citava come quello degli angeli, il concetto è che qua c’è un po’ di tutto: si iscrivono siti, appuntamenti “spirituali”, in realtà trovi dalla New Age alla cartomanzia, alla medicina naturale, a chi fa shiatsu o altre cose. L’utente che va a vedere il sito è un utente di basso profilo dal punto di vista web, per cui riuscire a dargli un e-commerce su cui riesce ad orientarsi in modo semplice e anche banale è proprio l’obiettivo del sito. L’utente non deve trovare e comprare comunicazione.

3: mi dici che il target tipo è un utente di 30 – 50 anni, che la ricerca deve essere effettuata in maniera semplice, però se ci troviamo in presenza di soggetti deboli, nel senso che hanno poca praticità in Internet, non sarebbe meglio fare un percorso guidato, dove per livelli di ricerca io porto passo passo l’utente verso la sua zona di desiderio. Più che dargli una leggibilità “piatta” come si diceva prima, il problema è che non si individua nessuna area di attenzione. Poi, non per accanirmi, ma io volevo fare una domanda al grafico di prima e sul bianco, sicuramente sei un grafico, hai masticato Kandinsky e tutto quello che segue. Avremmo dovuto masticare Kandinsky per un discorso: perché il bianco diventa oggetto nel momento in cui ci sono delle spinte dinamiche che lo caratterizzano. Il bianco in generale è uno spazio vuoto, ce la possiamo menare con il concetto giapponese di vuoto che in realtà è un segno pieno. noi abbiamo un bianco che diventa oggetto nel momento in cui c’è un qualcosa che da più parti mi identifica che da quell’oggetto, anche se non lo vedo, lo percepisco.

4: secondo me nel caso di Byspiritual il bianco funziona, è minimalista e ben strutturato.

5: mostraci un percorso, comprando un prodotto.

Giuseppe: entro nel prodotto, leggo, aggiungo nel carrello

Moderatore: ecco aspetta, ma tu l’hai aggiunto al carrello… ma qualcuno se n’è accorto qui? Lui ha cliccato e se lo trova nel carrello. Credo che l’aggiunta di un prodotto nel carrello sia importante, quindi dovrebbe essere segnalato in maniera più evidente. L’inserimento di una frase così piccola secondo voi è sufficiente o no?

Giuseppe: io do la possibilità di evitare di trovarsi nella schermata del carrello quando aggiungo un prodotto. Se voglio vedere il carrello, clicco sul carrello.

6: che differenza c’è tra le categorie orizzontali e quelle verticali? C’è un collegamento tra le due?

Giuseppe: qua c’è una serie di prodotti da una parte e la possibilità di arrivarci per categorie merceologiche che sono quelle sulla destra. E c’è un percorso alternativo, più iconografico, che segue più l’identificazione nel prodotto. In realtà i prodotti sono gli stessi, a destra sono divisi per categoria merceologiche, questi in alto orizzontali sono 4 modi per dire: se non hai voglia di cercare un prodotto per categoria ti do un percorso alternativo.

7: riguardo al carrello, ho visto che tu hai inibito la possibilità di aggiungere lo stesso oggetto due volte, ma mettiamo il caso che un utente voglia aggiungere un’altra volta quell’oggetto per avere quantità due

Giuseppe: lo fa nel carrello

7: ma questo è poco chiaro, cioè sembra come se io possa acquistare quell’oggetto solamente una volta. In ogni caso avrai sempre uno step in più nel carrello per mettere quantità 2, 3 ecc

Giuseppe: il problema del carrello in ogni sito di e-commerce è sempre quello. O dai eccessivo peso al carrello per cui se devi fare più acquisti il carrello ti disturba perché ogni volta che tu clicchi un prodotto ti trovi subito nel carrello e già subito devi decidere la quantità, poi devi ritornare nel catalogo per cercare eventualmente altri prodotti. Siccome nell’e-commerce io ho le spese di spedizione, cerco di accumulare più prodotti e quindi di pagare una unica spesa di spedizione, io ho puntato sul fatto che tu scegli i prodotti che ti interessano e tu poi la prima volta che vai nel carrello, prendi confidenza con il carrello e a quel punto scegli. La seconda volta già sai come devi muoverti.

7: il fatto è che i siti di e-commerce hanno uno standard. Funzionano tutti allo stesso modo. Venendo su questo sito il funzionamento è diverso.

Giuseppe: sì ho fatto questa scelta controcorrente.

7: sono d’accordo che il design è essenziale e risponde a certi criteri di ordine, ma mi sembra troppo anonimo e c’è troppo rumore informativo, cioè ci sono troppe informazioni nel momento in cui devo prendere una decisione. Ho troppe informazioni su schermo a parte il fatto che vedo più di 3 livelli di menu in alcune pagine oltre ai menu laterali e in basso a dx. A mio parere è difficile prendere una decisione nel momento in cui mi si presentano tutte queste informazioni contemporaneamente senza avere elementi grafici che diano evidenza o priorità al prodotto selezionato. Poi il menu dei LifeStyle all’interno delle pagine è ancora più anonimo del design generale del sito. Forse era meglio metterlo solo nella home.


Suona il gong e il pubblico sceglie il vincitore: By Spiritual

____________


Iscriviti alla newsletter di Web Match: